
Un albero di Natale
un gruppo di amici e un sabato sera che profuma già di agrifoglio e candele rosse. Continua a leggere
24 martedì Dic 2013
Posted in Feste a tema, Passaparola, Primi, Secondi

Un albero di Natale
un gruppo di amici e un sabato sera che profuma già di agrifoglio e candele rosse. Continua a leggere
23 lunedì Dic 2013
Posted in Primi
Vi avevo detto che non era finita qui con la frutta in padella!
Ancora un primo e ancora l’arancia.
Un piatto semplice ma completo.
Riso all’arancia
Ingredienti
400 gr. di riso
1 bicchiere di succo d’arancia
1 bicchiere di spumante secco
200 gr. di stracchino
olio
Fate soffriggere nell’ olio le striscioline di buccia d’arancia (quantità a piacere)
e fate sempre attenzione a eliminare la parte bianca amara.
Aggiungete il riso e fatelo tostare.
Unite il succo d’arancia e fatelo evaporare.
Poi aggiungete lo spumante.
Quando anche lo spumante è evaporato, continuate a far cuocere il riso versando del brodo caldo.
Quando il riso è arrivato a cottura, aggiungete lo stracchino e spegnete il fuoco. Mescolate finchè lo stracchino non si è sciolto completamente.
Lasciate riposare un paio di minuti prima di servire.
Tocco finale: a piacere potete decorare il risotto con spicchi di arancia disposti lungo il bordo della zuppiera.
Un proverbio cinese recita: “Mangia il tuo riso, al resto penserà il cielo”.
Sì. Il riso costituisce proprio il cibo principale per circa la metà della popolazione mondiale e viene coltivato in quasi tutti i paesi del mondo.
Le varietà più antiche risalgono addirittura a 12.000 anni fa. Se ne trovano tracce lungo le pendici dell’Himalaya .
Non ci meravigliamo quindi se sono nate tante leggende che hanno come protagonista il riso, dono degli dei agli uomini in difficoltà.
Un’antica leggenda cinese racconta che il Genio della campagna, impotente e disperato perché non sapeva sfamare il popolo colpito da una terribile carestia, si strappò i denti e li gettò al vento. I denti finirono in una palude e lì si trasformarono in semi e i semi diventarono tante piantine verdi. Tolta la buccia ai frutti vennero fuori migliaia di chicchi di riso che per la loro brillantezza e bianchezza ricordavano i denti dello spirito benefico. Così sarebbe nato, secondo i cinesi, il cibo che da allora ha continuato a riempire le loro mense e quelle di tutto l’Oriente.
Ancora una leggenda ambientata in India dove il riso costituisce uno dei principali alimenti.
Si racconta che il dio Shiva si innamorò di una bellissima fanciulla, Retna
Dumilla, e le chiese di diventare sua sposa. La ragazza rispose che sarebbe stata sua moglie solo se il dio avesse creato un cibo che avrebbe potuto mangiare ogni giorno senza stancarsene. Shiva fece vari tentativi ma furono tutti inutili perché la fanciulla aveva gusti difficili. Allora il dio, adirato, costrinse la fanciulla a sposarlo con la forza. La giovane morì di dolore, ma dopo quaranta giorni sulla sua tomba comparvero di notte delle piccole luci e da quelle luci al mattino spuntarono tanti piccoli germogli. Commosso, Shiva diede a quelle piante il nome di Pari, cioè riso. Quella pianta avrebbe dato agli uomini l’alimento che Retna Dumilla aveva richiesto, un cibo raffinato che si potesse mangiare ogni giorno.
Volete saperne di più su questo cereale?
Ecco un intero sito dedicato al riso.
22 domenica Dic 2013
Posted in Inventa la ricetta, Primi
Tag
Continuiamo a mettere in padella la frutta. Io amo l’agrodolce. Amo l’asprezza degli agrumi che viene mitigata dalla pasta, dalla carne, dalle verdure.
Prendiamo l’arancio, uno dei miei frutti preferiti in cucina.
La stagione è quella giusta. È un agrume ipocalorico, ricco di vitamina C. Contiene calcio, magnesio, fosforo. E’ un ottimo insieme di sostanze nutrienti utili alla salute.
E stavolta facciamo una lasagna.
Ingredienti:
1 arancia
20 gr burro (oppure due cucchiai di olio)
100 ml panna fresca
50 gr parmigiano grattugiato
sale
pepe
noce moscata
3 tuorli d’uovo
pasta sfoglia fresca
stracchino
Lavate bene l’arancia, asciugatela e pelate la scorza con un pelapatate. Cercate di eliminare la parte bianca per evitare che la preparazione abbia un sapore amaro. Tagliate le scorze d’arancia a listarelle sottili. Fate fondere il burro in un tegame (io preferisco sempre l’olio), aggiungete i filetti d’arancia e lasciateli dorare per qualche minuto.
In una ciotola versare i tre tuorli d’uovo e la panna. In alternativa alla panna si può sempre usare il latte. Amalgamate gli ingredienti.
Aggiungete il pepe bianco, il sale, il parmigiano grattugiato, la noce moscata e sbattete il composto fino a renderlo una crema omogenea non molto liquida.
In un altro tegame sciogliete sul fuoco lo stracchino con un po’ di latte e succo di mezza arancia.
Ungete una teglia con olio. Fate uno strato di pasta sfoglia precedentemente lessata. Coprite con la crema di uovo e panna, un po’ di scorzette d’arancia e parmigiano.
Aggiungete un altro strato di pasta e copritelo con la crema di stracchino, le scorzette d’arancia e il parmigiano.
Continuate con questa alternanza fino a esaurimento degli ingredienti (4 o 5 strati al massimo).
Concludete con la crema di stracchino, le scorzette di arancia e il parmigiano. Decorate l’ultimo strato con pezzetti di stracchino.
Infornate a 200° per 30 minuti circa. Come al solito la cottura varia a seconda del forno. La lasagna è pronta quando la superficie è dorata.
Possiamo anche variare la ricetta. La lasagna diventa pasta al forno semplicemente sostituendo la pasta sfoglia con la pasta corta (ottimi i sedani o le penne grandi). Anziché alternare gli strati, si cuoce la pasta al dente e si condisce con la crema di uovo e panna, la crema di stracchino e le scorzette di arancia. Si versa in una teglia e si decora la superficie con le scorzette, i pezzetti di stracchino e parmigiano a volontà.
Qualche curiosità sull’arancio?
Nella mitologia greca le arance vengono descritte come le “mele d’oro” del giardino delle Esperidi. Esiodo racconta che l’albero dei frutti d’oro, simbolo di fecondità e amore, fu portato in dote da Giunone in occasione delle sue nozze con Giove il quale , per paura che qualcuno potesse sottrarre questo dono prezioso, lo custodì in un giardino sorvegliato dalle ninfe Esperidi, fanciulle dal canto dolcissimo.
Sembra che l’albero dell’arancio abbia origine in Cina dove questa pianta è nata dalla mutazione della pianta dell’arancio amaro. Furono gli Arabi a introdurre le arance nell’Europa mediterranea dopo aver conosciuto questi frutti presumibilmente in India. Gli Arabi contribuirono alla loro coltivazione con nuove tecniche di irrigazione e di coltivazione. Nel IX-XI secolo d.C ,durante la loro dominazione in Sicilia, iniziarono qui la coltivazione favoriti dal clima locale e dalla fertilità del suolo.
L’offerta di arance il primo giorno dell’anno significa augurio di felicità, prosperità e abbondanza. Nei paesi di religione cattolica i frutti e i fiori sono considerati simbolo di purezza e generosità, tanto che proprio i fiori d’arancio vengono utilizzati come addobbi floreali nei matrimoni a indicare la purezza della sposa.
Un suggerimento per la casa?
Per togliere gli odori e avere un forno profumatissimo , dopo averlo pulito, cuocete alcune bucce di arancia a 180°. Risultato garantito!
E non finisce qui …
19 giovedì Dic 2013
Posted in Dolci, Passaparola
Tag
burro, dolci, farina, inghilterra, lievito, pere, zucchero di canna
Cos’è un crumble ? Già il suono di questa parola ci porta subito nel mondo anglosassone.
Utilizziamo i sensi per avvicinarci a questa ricetta. Cosa vi suggerisce la parola crumble? Profumo di frutta, sapore di zucchero e burro, rumore di denti che affondano nella croccante superfice. Cronk, cronk, cronk …
Eh già! “To crumble” significa proprio sbriciolarsi, frantumarsi.
Si riferisce al composto a base di burro e farina che viene sbriciolato sulla frutta e poi diventa croccante nella cottura in forno.
Mettiamoci subito all’ opera.
Questa è una di quelle ricette passaparola che mi piace condividere con tutti. L’ho ricevuta in dono da un’amica di una mia amica, Corinna ,conosciuta durante una cena e seguita poi a distanza per un breve periodo.
Ecco il crumble di Corinna.
CRUMBLE DI PERE
Ingredienti
200 gr. farina
150 gr. burro
120 gr. zucchero
mezza bustina di lievito
3 – 4 pere kaiser
Imburrate una teglia rettangolare e cospargete il fondo con zucchero di canna.
Pelate e tagliate a dadini le pere.
Fate uno strato di pere sullo zucchero schiacciando leggermente la frutta sul fondo.
In una terrina amalgamate la farina, il burro, lo zucchero e il lievito.
Spargete il composto sbriciolandolo sulle pere e cuocete in forno a 150° per 20 – 25 minuti a seconda del vostro forno. E’ pronto quando la superficie sarà dorata.
Potete servire il crumble con gelato di crema o cannella, oppure con una calda crema pasticcera. Dipende dalla stagione!
Il crumble più conosciuto è quello di mele, ma non esistono solo ricette a base di frutta. Con la stessa tecnica dello “sbriciolamento”si possono fare anche crumble di verdure .
Sul fondo patate, melanzane, pomodori, zucchine, peperoni. Via lo zucchero e il lievito. Entrano parmigiano o pangrattato, sale , pepe, erbe aromatiche a piacere secondo i gusti…
Volete qualche suggerimento? Volete provare a variare? Ecco un libro che può fare al caso vostro, “Crumbles” di Martine Lizambard.
18 lunedì Nov 2013
Posted in Hanno detto
” Se oggi l’uomo non mangia più l’uomo,
è unicamente perché la cucina ha fatto dei progressi! “
Daniel Pennac (1944) – Ultime notizie dalla famiglia