Tag

, , , , , , , ,

20150219_205015

“Non è una buona annata se l’oliva non è tre volte raggrinzita”
“Oliva benedetta che brucia verde e secca”
“Se piove d’agosto, piove olio, miele e mosto”

Quanta saggezza nei proverbi!
Le olive, protagoniste di questo piatto, stimolano l’appetito e favoriscono la digestione. Hanno anche un buon potere antiossidante e contribuiscono a ridurre il colesterolo.
Le olive nere contengono una minor quantità di carboidrati e sono più digeribili rispetto a quelle verdi, ma hanno però più grassi e calorie. Allora ecco un primo piatto con le olive, rigorosamente nere. Ingredienti:
500 gr di mezzi paccheri rigati
100 gr di olive nere snocciolate
1 limone
400 gr di pomodorini ciliegia
50 gr di caciotta
2 spicchi d’aglio
1 cucchiaino di origano
1 ciuffo di basilico
2 cucchiai di olio
sale e pepe

Lavate i pomodorini e tagliateli a metà. Metteteli in una ciotola con l’aglio sbucciato e schiacciato, la scorza di limone grattugiata, metà dell’origano e delle foglie di basilico tagliuzzate. Condite con olio, un pizzico di sale e una manciata di pepe e lasciate riposare mescolando ogni tanto.
Cuocete i mezzi paccheri in abbondante acqua bollente salata.
Intanto tagliate le olive a rondelle.
Mettete sul fuoco una larga padella antiaderente e scaldatela bene. Aggiungete i pomodorini e cuoceteli per 2 minuti. Scolate la pasta al dente, versatela nella padella e mescolate per farla insaporire. Unite le olive e gli aromi rimasti (metà dell’origano e del basilico) e fate saltare tutto per qualche minuto.
Servite nel piatto da portata con una manciata di cubetti di caciotta.

Ancora a proposito di olio e olive…
Il grano, l’ulivo e la vite sono da millenni  la principale fonte di alimentazione di tutta l’area mediterranea. In particolare l’olivo ha avuto grandissima importanza nell’economia del mondo contadino.
Pianta che ha bisogno di molta cura, molto concime e potatura radicale. Proprio la potatura impedisce alla pianta di alzarsi troppo e consente di cogliere facilmente le olive.

I proverbi raccontano la sua storia.

Olivo longevo…
“Vigna piantata da me / moro da mio padre / olivo da mio nonno”

L’olio era quantitativamente più scarso di grano e uva  e quindi più prezioso.  Si doveva  fare grande attenzione  per non farlo cadere al di fuori dei recipienti
“A spander l’olio / toccano disgrazie
Rimedio a questa disgrazia era quello di buttare dietro le spalle un po’ di sale.

Non sempre i contadini disponevano di cibi proteici e calorici; spesso si avevano a disposizione solo le erbe raccolte nei campi e nei boschi. L’olio usato in abbondanza dava, insieme al sale e all’aceto,  sapore a questo cibo povero, contribuendo a fornire il necessario quantitativo di grasso e proteine.
“Olio, aceto, pepe e sale, sarebbe buono uno stivale”
“Insalata / ben salata  poco aceto e ben oliata”
“Nell’insalata  il sale del sapiente,l’aceto di un avaro  e l’olio di uno sciupone”

L’olio veniva e viene utilizzato anche fuori dall’ambito alimentare nelle pratiche mediche, in quelle religiose e anche…e perché no…  magiche e rituali.
“L’olio di oliva ogni male si porta via”
Spalmato sulle parti doloranti del corpo era una soluzione naturale per piccoli malanni.
Indispensabile in alcuni rituali magici, come quello per combattere il malocchio:  le gocce d’olio, versate in un piatto pieno d’acqua, dovevano rimanere intere perché il malocchio fosse scacciato via.
Soluzione per curare un orzaiolo? Guardare per tre mattine di seguito una bottiglietta piena di olio con l’occhio ammalato.
I ramoscelli d’olivo potevano scongiurare il pericolo della grandine e dei temporali. Bastava bruciarli con semplici rituali!
L’olio e l’ulivo hanno un ruolo importante nella religione. Con l’olio santo si ungono i ragazzi durante la cerimonia della cresima. Con l’olio santo si congedano dalla vita i moribondi.
I ramoscelli di ulivo sono portati in chiesa per essere benedetti nella domenica delle palme. Mancano pochi giorni!

Annunci