Tag

, , , , , , , , ,

tagliolini alle erbe 3
E’ un sabato mattina di una giornata invernale. Sono al mercato rionale. Fuori freddo e pioggia. Dentro colori e odori. Odori?  Effettivamente è proprio la prima cosa che colpisce. Gli odori non ci sono quasi. Non c’è lo stordimento  coinvolgente che colpisce i sensi. Eppure siamo in  un mercato di frutta, verdura, pesce, pane …
E’ il caso di indagare!
La scenografia invece è di tutto rispetto. L’occhio è appagato. Tutto è ordinato e studiato nei minimi dettagli. La frutta è sistemata in piramidi colorate. Gli accostamenti di colore sembrano pianificati in un disegno elaborato.  La struttura del mercato,  bianca e  imponente,  aiuta e incornicia il quadretto idilliaco.
Mi avvicino. Ecco. Non ci sono più le mezze stagioni.  E nemmeno le stagioni, a quanto pare.
Sui banchi si trova di tutto. Fragole e zucchine a febbraio. Pomodori di ogni tipo.  Asparagi.  Fagiolini. Frutta esotica.
E poi verdure tagliate e lavate. Minestroni pronti. Carciofi puliti a puntino. Insalata già sistemata in sacchetti. Pesce esposto in bell’ordine.  Frutta di dimensioni uniformi.  I venditori dietro i banchi sono intenti a pulire, tagliare e lavare puntarelle, insalate, cipolline e verdure di ogni tipo per clienti frettolosi.
Che succede? Siamo diventati così pigri? O siamo solo tanto indaffarati!
Cosa manca ora? Il rumore. Quello c’è fortunatamente.  Non un rumore assordante. Piuttosto un brusio costante. Non ci sono le grida che esaltano la merce e attirano il cliente. Tutto si muove con regolarità. I movimenti sono fluidi. Ognuno ha la sua parte da recitare.
Sono colpita da un  pensiero. Mi sembra di essere dentro  il “Truman Show”.
No.  Forse sto esagerando.  Sono solo un po’ delusa da tanta perfezione. Continuo a osservare e trovo qualche banco meno perfetto. Sono i coltivatori che portano al mercato direttamente i frutti della loro terra. Qui c’è meno varietà. Vengono esposti solo i prodotti di stagione. Meno male!
Chissà per quale bizzarra associazione ora mi vengono in mente i libri di Jane Austen e  i film in costume di Robert Altman.  Lì intorno alle cucine e al cibo si definiscono le caratteristiche umane e professionali di chi abita e lavora in quei luoghi. La cucina è il regno delle cuoche. A nessuno è consentito  entrare. La cucina è simbolo di potere e la gestione della dispensa è spesso terreno di lotta tra la governante e la cuoca. La scelta del cibo, la quantità e la qualità erano già molto importanti.
Mi fermo ancora a osservare e riflettere.
Quanti dei clienti di questo mercato sono appassionati di cibo e quanti pensano invece  solo al semplice nutrimento per la sopravvivenza!  Quanti di loro si fermano, scelgono, si fanno consigliare? Quanti di loro assaporano il piacere di entrare in una cucina? Quanti si lasciano rapire dal piacere di preparare piatti sempre nuovi perché nuovi e diversi sono l’umore e la disposizione d’animo con cui si affrontano i fornelli?
Non ho proprio risposte al  momento. Posso solo dire con convinzione ….

Viva i profumi, i sapori e i colori del cibo!

Ecco allora una ricetta profumata di orto…
Tagliolini con le erbe di Valeria di  “Cuochepercaso”

Ingredienti per 4 persone
250 gr. di tagliolini
mezzo bicchiere di olio
aglio
prezzemolo, timo, origano, rosmarino, basilico
2 o 3  pomodori  pelati (vanno bene anche i pachino)
parmigiano
sale e pepe

In una padella riscaldate mezzo bicchiere di olio e lasciate dorare uno spicchio d’aglio.
Versate poi un cucchiaio delle erbe tritate e cuocete per un minuto.
Aggiungete i pomodori tagliati a pezzetti e privati dei  semi, sale, pepe e cuocete per due minuti.
Lessate i tagliolini in acqua salata e scolateli al dente. Versate i  tagliolini nella padella, aggiungete una noce di burro e due cucchiai di parmigiano. Mescolate e servire ben caldi.

Annunci