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polpette patate e zucchine. 5 jpg

La zucchina gustosa e buona
la mangiamo sulla poltrona.
Il peperone giallo, verde e rosso
lo mangiamo a più non posso.
Il pomodoro rosso e tondo
sembra proprio un mappamondo.
Il cavolfiore puzzolente
piace anche al serpente.
La melanzana cicciottella
ci piace meno della Nutella.
La carota dura e arancione
dà colore al minestrone.
(da Filastrocche.it)

Non si vive di sola carne!
Lo sanno bene gli appassionati di verdure di ogni tipo e i vegetariani convinti.
Mettiamo insieme patate e zucchine, sapori della terra, verdure di stagione.
Prepariamo  polpette vegetariane con
600 gr patate
400 gr zucchine
1 cucchiaino di maggiorana
4 cucchiai di parmigiano
1 uovo
2 cucchiai di pangrattato
Sale pepe

Lessate le patate, lasciatele raffreddare e schiacciatele in una ciotola.
Cuocete a vapore le zucchine, schiacciatele con una forchetta e fatele asciugare in una padella antiaderente. Si deve assorbire tutta l’acqua in eccesso per evitare che l’impasto delle polpette risulti troppo liquido.
Alle patate unite le zucchine, l’uovo, 1 cucchiaino di maggiorana, 4 cucchiai di parmigiano,2 cucchiai di pangrattato, pepe e aggiustate di sale.
Mescolate bene. Se l’impasto è troppo morbido aggiungete un po’ di parmigiano.
Fate poi delle polpette piccole perché cuociono meglio e sono più morbide.
Passatele nel pangrattato e disponetele in una teglia coperta con carta forno.
Mettetele nel forno caldo a 180° per circa 20 minuti.
In alternativa le polpette si possono anche friggere. Saranno meno dietetiche ma di tanto in tanto vale la pena trasgredire!

“Non crediate che io abbia la pretensione d’insegnarvi a far le polpette. Questo è un piatto che tutti lo sanno fare cominciando dal ciuco, il quale fu forse il primo a darne il modello al genere umano. Intendo soltanto dirvi come esse si preparino da qualcuno con carne lessa avanzata; se poi le voleste fare più semplici o di carne cruda, non è necessario tanto condimento. Tritate il lesso colla lunetta e tritate a parte una fetta di prosciutto grasso e magro per unirla al medesimo. Condite con parmigiano, sale, pepe, odore di spezie, uva passolina, pinoli, alcune cucchiaiate di pappa, fatta con una midolla di pane cotta nel brodo o nel latte, legando il composto con un uovo o due a seconda della quantità. Formate tante pallottole del volume di un uovo, schiacciate ai poli come il globo terrestre, panatele e friggetele nell’olio o nel lardo. Poi con un soffritto d’aglio e prezzemolo e l’unto rimasto nella padella passatele in una teglia, ornandole con una salsa d’uova e agro di limone».
Così descriveva le polpette Pellegrino Artusi nel suo “La Scienza in cucina e l’Arte di mangiar bene” nel 1881.
Le polpette attraverso i secoli sono state prevalentemente un piatto povero, nato per riciclare gli avanzi di carne, specialmente quelli della carne lessa. Tritare questa carne permetteva di “occultare” gli ingredienti originali, lasciando prevalere i sapori degli altri ingredienti. Successivamente anche le polpette hanno conquistato, però, la loro dignità di piatto a sé stante e originale.

Sapete che fino al Trecento non si parlava di polpette nei ricettari?  La parola polpetta compare per la prima volta nel XV secolo nel Libro de Arte Coquinaria di Maestro Martino, cuoco del Patriarca di Aquileia.    

Un libro curioso sulle polpette? Qui

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