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Frange di rapa rossa con porro e semi di papavero, tagliolini al tartufo, ravioli ai porcini e mascarpone, crepes al cioccolato e crema alla cannella.
Crema di ceci, carne alla brace, coniglio, baccalà all’uvetta, minestra di ceci e castagne.
La tradizione, rivisitata con rispetto, si mantiene intatta, come intatto è il sapore del cibo e l’atmosfera del borgo medievale umbro.
Stradine, botteghe, piazzette, chiese, affreschi  ma anche salumi, formaggi, tartufo, vino, olio, cicerchia, miele…
L’elenco è infinito. Da Bevagna a Montefalco. Il cibo scandisce la giornata del  viaggiatore. Non si è mai sazi!

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Come non provare la pasta fatta in casa, come resistere a quel dolce, al quel tozzetto, alla carne saporita!
Come non degustare quel vino e quell’olio! Come non riportare a casa quel  biscotto, quel formaggio, quel miele, quella salsa o quel  legume!
Due ristoranti da segnalare per tutti. L’antico Forziere a Deruta e Coccorone a Montefalco!

Ora, tornati a casa, non rimane che dare il via al gioco. Provare a riproporre quei piatti della tradizione umbra che si sono gustati con tanto piacere, cercando di indovinare gli ingredienti giusti.
Un  ricordo dell’Umbria:  un purè di fave,  quelle secche decorticate, però.
Lasciate ammollo le fave per circa 6 ore.
In una pentola fate un classico soffritto di carote, cipolle e sedano. Aggiungete le fave, un rametto di menta fresca, sale e copritele con acqua calda. Cuocete con il coperchio finché  le fave non risultano sfatte.
A questo punto non resta che frullare il tutto e servire il purè con crostini di pane.

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