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Kerala13 213

“il contadino
tira  tira  tira
tira  la  carota
la  carota  tira
ma  quella  resta  lì…
il  gatto  flic
il  cane  bobi
la figlia  pinuccia
il  figlio  toto’
la moglie  catlina
il  contadino
tiran   tiran   tiran
tira  la  carota
la carota  tiran
ma quella  resta  lì…
la  carota  scappa
scappa  la  carota
la  carota  scappa
nessun  la  prendera’
acchiappa  acchiappa  acchiappa
acchiappa  la  carota  la  carota  acchiappa
nessun  la  prenderà.”

Gianni Rodari  nel suo racconto “La grande carota” narra di una enorme carota arancione in fuga dai contadini che volevano raccoglierla.
Nonostante i grandi sforzi di tutta la famiglia la carota non fu mai catturata.

Sapevate però che le carote in origine erano viola?
Quelle di colore arancione, che conosciamo oggi, vennero selezionate nel diciassettesimo secolo da orticoltori olandesi che cercarono di produrre carote di colore arancio, in omaggio alla famiglia reale d’Olanda, gli Orange.
Non fu una trasformazione avvenuta in laboratorio ma nei  campi. Qui gli agricoltori olandesi, partendo da un seme di carota proveniente dall’Africa del nord, nel giro di qualche anno arrivarono a produrre una carota arancione.
Le prime notizie sulla coltura della carota in Italia risalgono  al 1700.
Alimento poco calorico e quasi senza grassi, ricco di fibre, sali minerali, vitamine, potassio, zuccheri, calcio e betacarotene, le carote stimolano la produzione di succhi gastrici, aiutano la digestione e svolgono un’azione diuretica e purificatrice del sangue.
E non è finita qui. Contribuiscono anche a mantenere morbida la pelle, aiutano la vista, proteggono le mucose della bocca, del naso, della gola e dei polmoni, combattono gli agenti inquinanti e ci proteggono dalle infezioni.
Quanti benefici!
Come utilizzare allora le carote e renderle appetitose?
Ecco un primo piatto molto semplice.

PASTA ALLE CAROTE
Ingredienti per 4 persone
400 gr. di carote
un bicchierino di cognac
olio
sale
pasta corta  400gr.
prezzemolo
200 gr. di scamorza affumicata 

Pulite e tagliate a striscioline le carote.
Mettetele in una pentola e aggiungete acqua fino a coprirle. Versate due cucchiai d’olio.
Cuocete le carote fino al completo assorbimento dell’acqua. Normalmente l’acqua non si assorbe bene completamente. Quando la carota si è ammorbidita conviene scolare quella in eccesso.
Aggiungete un bicchierino di cognac e lasciatelo evaporare. Salate e rosolate le carote ancora per alcuni minuti.
Cuocete intanto la pasta che deve essere al dente. Io preferisco utilizzare i sedani, ma va bene ogni tipo di pasta corta. Arrivata a cottura versatela nella pentola con le carote. Aggiungete  il prezzemolo tritato e la scamorza affumicata tagliata a dadini. Mescolate e fate mantecare velocemente la pasta con il condimento alle carote.
Come assimilare meglio il betacarotene e trarne tutti i benefici?
Condite le carote con olio o burro. Il grasso aumenta la disponibilità del betacarotene e può far aumentare fino quasi a tre volte la capacità del nostro organismo di assimilarlo.
Il betacarotene sopporta il calore. Una breve cottura non può quindi distruggerlo. Al contrario  favorisce la sua assimilazione da parte dell’apparato digerente. Non bisogna esagerare però! La cottura deve essere breve.
Non lasciate le carote a temperatura ambiente dopo averle cotte. Potrebbero formarsi sostanze nocive per l’ organismo.
Alcune curiosità.
Nell’antichità la carota veniva utilizzata esclusivamente come alimento per gli animali. Solo pian piano si scoprirono le altre sue proprietà. Col tempo, soprattutto nella tradizione araba, si cominciò a utilizzare la carota anche in cucina.
Secondo la leggenda fiori di carota raccolti nelle notti di luna piena aiutavano il concepimento.
Nell’Inghilterra del XVI secolo le dame avevano il vezzo di ornare i propri capelli con i fiori della carota.

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