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Scegliere un pranzo veloce. Mangiare un panino.  Subito la prima immagine è quella di un anonimo bar, di un pasto in piedi , di prodotti che hanno sempre gli stessi sapori, di poca fantasia negli accostamenti di cibi.

Preparare un panino in casa, scegliendo gli ingredienti, oppure usando la fantasia per utilizzare quello che già si ha a disposizione in frigo , dà il senso vero della libertà.  Qui non si mangia un panino per mancanza di tempo. Si mangia un panino per il piacere di prepararlo e di tornare così indietro all’infanzia, all’immagine di mamme e nonne attente a mettere nella “pagnottella”  gusti accattivanti, appetitosi e soprattutto genuini.

Se mi viene voglia di prepararmene uno, allora cerco di mettere insieme i miei cibi preferiti,anzi meglio, due delle categorie di cibo che non mancano mai nel mio frigo: le verdure e i formaggi
Ecco quello che serve: pane, cicoria, stracchino, olio, sale, aglio, peperoncino.

Entro nel dettaglio.
Il pane è la rosetta, grande, friabile ,con poca mollica.
Prima preparo la verdura. Scelgo la cicoria che va lessata in molta acqua e senza sale.  In questo modo conserva tutto il suo valore nutritivo. A me piace la verdura molto cotta, ma scegliete voi il tipo di cottura che vi piace di più. Quando penso che la cicoria abbia raggiunto la giusta consistenza, la scolo e strizzo l’acqua in eccesso. Intanto prendo una padella e verso due cucchiai di  olio. Faccio scaldare uno spicchio d’aglio e poi aggiungo la cicoria, un po’ di peperoncino e il sale. Stavolta non lo dimenticate.

Lascio cuocere per una decina di minuti. Poi tolgo l’aglio e inizio a “montare” il panino.
Taglio la rosetta e spalmo l’interno con abbondante e morbido stracchino. Mi raccomando su tutte e due i lati. Ora  è  il momento di ospitare la cicoria che si adagia sullo stracchino e quando la rosetta si chiude viene abbracciata completamente da una bianca morbidezza.

Schiaccio bene con le mani il pane per far penetrare bene il succo della cicoria e poi rimane una sola cosa da fare: addentare!

Non dimenticate che ci sono infinite  varianti. Spazio alla fantasia!
Spinaci e mozzarella: mi raccomando scolate bene il siero!
– Scarola e caciottina dolce: cuocete la scarola con uvetta, pinoli e olive nere
– Radicchio e gorgonzola: che dire? Unione perfetta.
Potete usare  il radicchio crudo che è un po’ amaro, oppure cuocerlo facendolo appassire con poco olio e una spruzzata di vino.

Vi  vengono in mente  altri matrimoni di sapori?

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